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Di “Aeroporto della Sibaritide” oramai si parla da anni. Ogni tanto dal cilindro magico delle promesse e delle illusioni vengono tirate fuori novità rilevanti che annunciano l’imminente avvio dei lavori, ma poi più nulla. Nel 2002, addirittura, nel salone delle Adunanze di Cassano allo Ionio l’allora Presidente della Regione Chiaravalloti parlava di aeroporto come di qualcosa di già fatto. Da allora sono passati otto anni e qui di aerei e di passeggeri non se ne sono visti proprio. Così come non si sono visti i turisti nell’estate fallimentare del 2009. Due anni fa poi l’ennesima presentazione del progetto, redatto dall’Ing. Gatto nel lontano 1988, dell’importante scalo aeroportuale, che oramai qui conoscono a memoria visto che è riproposto identico da anni. Stavolta la novità era che la giunta regionale della Calabria aveva stanziato 4,9 milioni di euro per avviare le prime opere per la realizzazione dello scalo aeroportuale della Sibaritide. I fondi complessivi necessari per realizzare l'aeroporto che servirà un'area che va oltre la Calabria è di 33,4 milioni di euro. All'appello, però, mancano 28,5 milioni di euro che la Regione Calabria si era impegnata a recuperare attraverso le risorse previste dalla nuova programmazione europea 2007/2013. Anche la Provincia di Cosenza di Mario Oliverio si era impegnata a sostenere economicamente il progetto. Mancava, si diceva, solo il parere dell’Enac. La panacea dello sviluppo, dunque, e non restava che preparare le valige a sentir tutti questi proclami, nel mentre l’opinione pubblica della sibaritide si interrogava e s’interroga tutt’oggi dove siano finiti tutti quei proclami e quei fondi. Nel frattempo pare che quel parere sia arrivato da parte dell’Enac ma di lavori manco a parlarne. Sì perché nel territorio di aeroporto non se ne vede neppure l’ombra, l’ennesima promessa non mantenuta. Così in un gelido pomeriggio di febbraio siamo scesi in strada per capire se effettivamente da queste parti i cittadini credono alla realizzazione dell’importante infrastruttura. All’ amletico quesito molti gli scettici, pochi gli ottimisti. Gianfranco: «Vorrei tanto crederci, ma sono molto pessimista, almeno fino a quando non vedrò materialmente l’inizio dei lavori. Per molto tempo siamo stati illusi, ogni tanto ci presentano sempre lo stesso progetto, ora ce lo riproporranno per le elezioni regionale e poi più nulla, i giornali versano fiumi di inchiostro su dei titoloni sempre identici a distanza di anni. Con ciò non voglio dire che la Regione non voglia effettivamente realizzare lo scalo, anzi. Però è del tutto naturale che noi continuiamo ad essere scettici poiché spesso lo slogan dell’aeroporto a Sibari è stato usato per far incetta di voti nella sibaritide». Giuseppe va oltre e spiega: «Pensare che un aeroporto possa risolvere i problemi del turismo e dell’economia della piana di Sibari mi sembra una ulteriore presa per i fondelli. Lo scalo aviario a Sibari sarebbe importantissimo, ma realisticamente come l’aeroporto dovrebbe conciliarsi in una zona priva di qualsiasi infrastruttura degna di questo nome, dove i trasporti pubblici sono paragonabili ancora alle mulattiere di una volta?. Una volta arrivati all’aeroporto quale chance hanno poi i passeggeri di arrivare a destinazione? Con i pattini?, con le carrozze?. Questo scorcio di Calabria necessita in primis di strade adeguate e di una ferrovia funzionale». Illusione o realtà è presto per sentenziare, sicuramente tra qualche mese o tra qualche anno sapremo, intanto il sogno chiamato “Aeroporto della Sibaritide” continua ad affascinare la popolazione locale, ma il brusco risveglio è dietro l’angolo anche se qui la gente oramai è stanca delle inutili promesse ed illusioni. ( Pasquale GOLIA)
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