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Sibari: Rifiuti tossici interrati, nasce un comitato: «Vogliamo la verità» |
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Scritto da Vincenzo ANTOLINO
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giovedì 19 novembre 2009 |
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Le ferriti di zinco, per circa 30 mila tonnellate, provenienti dalla Pertusoladi Crotone e interrate, da più di quattordici anni, nel territorio di Cassano, di Cerchiara di Calabria e di Francavilla Marittima, sono ancora lì. Non sonostate ancora rimosse e i siti inquinati non sono stati ancora bonificati,mentre continua una sorte di “scarica barile fra Ministero dell’Ambiente, comunedi Cassano e regione Calabria”per la loro rimozione e per la bonifica dei siti.Una situazione, questa, che è diventata per alcuni cittadini non più sopportabile,tanto che hanno pensato di costituire un Comitato per la tutela dell’ambiente edella salute pubblica. Questo comitato è composto, scrivono, in unapposito comunicato, due rappresentanti dello stesso, Giuseppe Carrozza ePasquale Dramisino, “da semplici cittadini, esponenti delle associazioni,dei partiti politici e delle istituzioni”. Unico scopo che hanno questi cittadiniè quello di sensibilizzare e di mobilitare l’opinione pubblica nei confronti del Governo,della Regione e del Comune che “devono assolutamente ripristinare il dirittodi cittadinanza delle comunità sibarite, procedendo immediatamente e senzatentennamenti alla rimozione delle ferriti e alla bonifica dei siti interessati”.I componenti del comitato sono anche interessati a conoscere che fine abbiano fattole altre “128 mila tonnellate di cui non si conosce la destinazione finale> e di questosono enormemente preoccupati perché, scrivono, “potrebbero essere finitenei fondi delle nostre strade, nei muri delle scuole, case e ospedali, nelle nostre campagnea concimare il terrine fertile della Piana di Sibari e ad arricchire le sue falde acquiferedi morte”. Sanno di certo, invece, che Sibari e il suo circondario, Cerchiara eFrancavilla, sono stati inseriti, insieme con Crotone, nella lista dei siti nazionalida bonificare e ripristinare. Sanno che il Governo ha stanziato 4,5 miliardi per larimozione delle ferriti e per la bonifica dei siti. Sanno anche che la regione Calabria“ha indicato il comune di Cassano come capofila dei comuni di Cerchiara e diFrancavilla e che ha il compito di indire la gara e di individuare una ditta specializzataper la caratterizzazione dei rifiuti”. Però, scrivono, “tutto è ancora fermo. Le ferriti sonoancora lì e i teloni stesi a suo tempo sui siti per la messa in sicurezza sono visibilmentedanneggiati”. Ora, loro, pur non volendo entrare nel merito dello “scarica barile” e pur lasciandoalla magistratura il compito di individuare responsabili e responsabilità, voglionol’immediata rimozione delle ferriti e bonifica dei siti. Vogliono che la regione Calabria dia mandatoall’Asp (Azienda sanitaria provinciale) di effettuare anche nella Sibaritide una indagineepidemiologica sui casi di tumori e chiedono al Governo di “avviare celermente la ricerca sulle altre 128 mila tonnellate di ferriti di zinco ancora latitanti”. Intanto il Comitato sta procedendo alla predisposizione del calendario delle iniziative per sensibilizzare tutti, cittadini ed istituzioni, alla mobilitazione generale della Sibaritide e dell’Alto Ionio. ( A. Iannicelli – Il Quotidiano)
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