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Convegno sulle autonomie organizzato da " I popolari - Glocalizzati" a Le Castella il 16 Novembre PDF Stampa E-mail
Scritto da AlessandroMorelli   
venerdì 10 ottobre 2008

Alleghiamo Il Programma del Convegno sulle autonomie organizzato da " I popolari - Glocalizzati" a Le Castella il 16 Novembre.

P O P O L A R I  -  G L O C A L I Z Z A T I Segreteria Organizzativa  

LE ASSOCIAZIONI DI: LE CASTELLA – SIBARI – PORTO SANTA VENERE - CATANZARO MARINA

  Le Castella 16 Novembre ore 18.00 Sala Padre Antonio c/o Parrocchia Le Castella Via Duomo 

  INVITANO I CITTADINI A PARTECIPARE AL CONVEGNO  “Autonomie Locali nei nuovi scenari di governance”  Partecipano:

 Francesco Scarpino (Presidente Ass.ne Le Castella) 

Vincenzo Antolino (Presidente Ass.ne Rinascita per Sibari Comune)

 Naso Maria (Presidente Ass. Porto Santa Venere) 

Massimo Gualtieri (Presidente Movimento Civico CZ Marina) 

Pietro Caterisano (Consigliere di Cutro) 

Antonio Riillo (Capo Gruppo Lista Camminiamo Insieme al Comune di Capo Rizzuto) 

Rocco Bruno (Seg.rio Provinciale dei Popolari e Liberali) 

Alfonso Dattolo (Sindaco di Rocca di Neto) 

 Guglielmo Liò (Ass. Comune di Capo Rizzuto)

 Marcello Bombardiere (Ass. Comune di Capo Rizzuto) 

Carla Girasole (Sindaco Capo Rizzuto) 

Sergio Arena (Cons. Prov. di Crotone) 

Raffaele Martino (Vice Presidente Consiglio Prov. di Crotone) 

Sergio Iritale (Presidente Provincia di Crotone) 

 Giulio Serra (Cons. regionale Regione Calabria) 

Pasquale Senatore (Consigliere Regionale) 

Salvatore Lucà ( Componente PD) 

Enzo Sculco (Consigliere Regionale) 

Onofrio Lamanna (Vice Presidente dei Popolari Glocalizzati)

 Antonio Di Dio (Segretario Amm.tivo dei Popolari Glocalizzati) 

 Maurizio Compagnone (Segretario Org.vo dei Popolari Glocalizzati)

 Corrado Tocci (Segretario Politico dei Popolari Glocalizzati) 

Lucia Umile (Presidente dei Popolari Glocalizzati) 

Maurizio Feraudo (Consigliere Regionale) 

Mario Tassone (Deputato Unione di Centro) 

Dorina Bianchi (Deputato del PD)           

Segreteria Organizzativa:  Francesco Scarpino,  Maurizio Compagnone, Vincenzo Antolino, Maria Nasi, Massimo Gualtieri Tel. +39.329.1971781   -   +39.340.3513071

Proponiamo l’intervista degli amici Corrado Tocci Segretario Politico ( Popolari Glocalizzati) e Maurizio Compagnone Segretario Organizzativo.

Nessuna immagine ( Corrado Tocci) 

D. le motivazioni che hanno spinto alla fondazione del movimento?

R. La crisi della democrazia è strettamente legata alla crisi dello Stato nazione. Una crisi che si può ricondurre alle dinamiche della glocalizzazione, ossia al duplice processo di erosione della sovranità nazionale, da un lato verso l’esterno degli ordinamenti nazionali, dall’altro verso il loro interno.Tale stato di cose vuole significare che lo Stato, unità politica fondamentale della società moderna, ha diminuito la propria capacità organizzativa e regolativa e che il raggio di strutturazione dei fenomeni sociali, per certi aspetti, è diventato più grande e per altri aspetti, più piccolo. 

D. Il sistema statuale italiano si può considerare ancora stabile?

R. Un sistema statuale rimane stabile fin quando regge l’impatto delle contraddizioni presenti al suo interno e riesce a mantenersi attraverso successivi adattamenti,Quando i conflitti interni o le pressioni provenienti dall’esterno provocano tensioni che il sistema non riesce a contenere, allora il sistema sociale entra in crisi in quanto si verifica uno scarto eccessivo tra la capacità di gestione istituzionale e il comportamento dei cittadini. 

D. Perché Popolari glocalizzati?

R. Sul piano politico con il termine glocalizzazione intendiamo quel fenomeno per cui, simultaneamente assistiamo da un lato alla emigrazione della decisione politica dagli Stati nazionali verso l’esterno, verso sedi molto spesso sconosciute o remote; e dall’altro, a una frammentazione della decisione politica verso l’interno, in direzione di unità politiche che spesso non sono intrinsecamente democratiche. 

D. Quando parlate di glocalizzazione cosa intendete?

R. La glocalizzazione è una globalizzazione che si adatta al locale senza sopprimerlo, anzi valorizzandolo con il duplice effetto di evitare il dominio di una cultura unica, omologante che dispensa nel mondo progresso, sviluppo e democrazia; e di allontanare il rischio connesso alle rivendicazioni dei particolarismi e delle identità locali”. 

D. Quali sono le contraddizioni della globalizzazione?

R. nella globalizzazione esistono contraddizioni evidenti come la contrapposizione tra mondializzazione dei mercati e delocalizzazione della produzione, oppure dell’integrazione sociale con il riconoscimento delle identità locali e culturali, e ancora dalle disuguaglianze di reddito, di accesso all’istruzione, alla salute, al cibo, all’acqua, ecc.   

D. Quali sono le cause della crisi della società italiana?

R. Le cause sono: di origine interna, dovute a conflitti che emergono in situazioni di disuguaglianza economico, sociale, culturale e politica e che comportano una carenza di riconoscimento sociale di categorie, classi  e gruppi etnici presenti nella società italiana; di origine esterna di carattere ambientale, per cui l’ambiente esterno esercitando una pressione sul sistema italiano, pone nuove problematiche che richiedono risposte e strutture adeguate. 

D. Uno dei problemi più pressanti del Paese?

R. Oggi ci ritroviamo una classe dirigente che cerca di dare per vero ciò che non è provato, cerca di far passare il messaggio che la verità è quella che appare, giustificando così azioni non logiche.Ma l’aspetto più inquietante è quello che la verità viene fornita dalla fonte da cui emana l’informazione, la prova della verità non sta nella verità stessa, ma nell’autorità. 

D. La proposta?

R. Questa situazione d’insicurezza e precarietà che vivono gli individui si può superare promuovendo un sistema di risocializzazione. Risocializzazione vuol dire che vanno riapppresi dei valori visto che quelli esistenti non sono in grado di dare risposte alle nuove circostanze, debbono essere modificati i comportamenti  dati per acquisiti, debbono essere adeguati alle nuove esigenze comportamenti ritenuti immodificabili. 

D. cosa vuol dire per voi risocializzare?

R. Se non vogliamo vivere nell’insicurezza, in un sistema in continua contestazione occorre porsi il problema di come integrare questi milioni di persone, di etnie diverse, che vivono in Italia, e che contribuiscono a mandare avanti il nostro sistema economico e sociale.Il processo di integrazione ha delle tappe molto precise, prima l’integrazione comunicativa, dopo quella culturale, poi quella normativa e per ultima l’integrazione funzionale. Durante il processo di integrazione bisogna aiutare il cittadino straniero a trovare l’equilibrio tra la cultura d’appartenenza e la cultura di accoglienza.

Come movimento dei Popolari Glocalizzati cercheremo di  combattere il pregiudizio, perché è la fonte della discriminazione, il pregiudizio ci porta alla frustrazione che provoca aggressività, l’aggressività si tende a scaricarla contro soggetti deboli e indifesi, l’ostilità che ne deriva viene esternata con accuse o stereotipi.

  Nessuna immagine

INTERVISTA A MAURIZIO COMPAGNONE SEGRETARIO ORGANIZZATIVO P. G. D.

Qual è il ruolo del Segretario organizzativo in un Movimento come i “POPOLARI GLOCALIZZATI”? 

R. il Movimento “POPOLARI GLOCALIZZATI” è stato pensato come un “partito leggero” dove l’organizzazione centrale ha il ruolo di propulsione e di sostegno del territorio; il territorio inteso come la realtà dove le persone ogni giorno vivono, per conoscere concretamente cosa i cittadini  “vivono sulla pelle” e poter impostare azioni politiche di correzione delle distorsioni;  

D. Cosa è per Voi il “partito leggero”? 

R. La nostra storia recente ci ha dimostrato che la crisi dei partiti “quadri massa” era dovuta principalmente al formarsi di una elite all’interno del partito, quella dei funzionari, che avevano il controllo del partito e ne abbassavano il livello di democrazia e partecipazione. Per questo abbiamo pensato che il fulcro del nostro movimento debba risiedere nel gruppo dei “POPOLARI GLOCALIZZATI” dei vari Comuni italiani che ha il compito di radicare sul territorio il nostro progetto politico;  

D. Come pensate di affrontare i vari livelli istituzionali se il fulcro della vostra azione politica è il Comune? 

R. Mi ricollego alla domanda precedente, la nomina di segretari provinciali e regionali creava elite che tendevano ad “annacquare” la democrazia a danno della presenza politica tra la gente. E’ nostra intenzione, ogni qual volta che ce ne sarà la necessità, costituire dei comitati, coordinati da un esponente del direttivo nazionale, che avranno il compito di definire l’azione più consona per quel problema e  per quel territorio. I comitati saranno formati dai responsabili di quei Comuni dove i POPOLARI GLOCALIZZATI  sono rappresentativi.  

D. Cosa fa Maurizio Compagnone per promuovere il Movimento? 

R. Sono in contatto continuo con le realtà comunali, soprattutto nel centro e nel sud del Paese, dove esistono le condizioni, sociali e culturali, per portare avanti il progetto politico dei “POPOLARI GLOCALIZZATI”, inizia la mia azione di avviò del movimento in quel territorio.

 D. Una linea politico-organizzativa  prioritaria che guida questa sua azione? 

R. così come stabilito nel Direttivo grande attenzione sarà posta alla ricaduta della riforma federale sui territori a maggior ritardo di sviluppo.

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( venerdì 10 ottobre 2008 )
 
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