“Ci stanno togliendo la dignità. Vogliono isolarci. Prima l’autostrada, poi i treni a lunga percorrenza adesso la stazione. I governi che si stanno succedendo sanno che queste cose le possono fare in Calabria perché pensano che i calabresi non hanno più dignità. Bisogna, assolutamente smontare queste convinzioni e invertire questa tendenza, altrimenti ci toglieranno tutto”. In questo pensiero, espresso dall’imprenditore turistico Luigi Sauve, presidente dell’associazione “Le ali per Cosenza”, l’associazione di imprenditori turistici e agricoli della provincia di Cosenza che si è detta pronta a investire propri capitali per la realizzazione dell’aeroporto di Sibari, si può racchiudere il senso della mobilitazione pacifica, svoltasi ieri mattina in difesa della stazione di Sibari. Una manifestazione che ha visto la partecipazione di decine di rappresentanti istituzionali, parlamentari, consiglieri regionali e provinciali, di molti sindaci della fascia Jonica cosentina, di alcuni imprenditori turistici e agricoli della Sibaritide, di una nutrita delegazione di consiglieri comunali e di rappresentanti, bipartisan, delle forze politiche cassanesi, insieme a tanti cittadini cassanesi. Presenti anche nutrite delegazioni del circolo di Sel e del Pd di Corigliano. Una manifestazione organizzata per protestare contro “la decisione unilaterale” assunta da Rete Ferroviaria Italia (Rfi), resa pubblica da questa testata, di chiudere definitivamente, dal prossimo mese di luglio, la stazione ferroviaria di Sibari. La civile e democratica protesta è partita da Rocca Imperiale. Infatti, le rappresentanze istituzionali e qualche cittadino, intorno alle 10,50 sono salite, alla stazione di Rocca, sul treno 3727 partito da Metaponto alle 10,20, e sono arrivate, dopo le fermate alle stazioni ferroviarie dell’Alto Jonio, a Sibari alle 11,39, dove ad accoglierli vi erano circa un centinaio di persone. Dopo una breve sosta sui marciapiedi dei binari, i manifestanti si sono spostati nel piazzale antistante la stazione dove si è svolto un sit – in. Alla manifestazione hanno, partecipato tra gli altri, il deputato del Pd Franco Laratta, e il consigliere regionale Mario Franchino. “Siamo qui – ha dichiarato il deputato democrat, Franco laratta – perché vogliamo che la questione delle infrastrutture e dei trasporti in Calabria, tra cui la linea tirrenica e la linea jonica, che sono entrambe destinate a favorire lo sviluppo, ritornino a essere una questione centrale. Il nostro intento – ha concluso – è quello di far cambiare idea a Trenitalia che penalizza il Sud a favore delle Frecce verso il Nord. Noi così non possiamo fare sviluppo”. Per il consigliere regionale del Pd, Mario Franchino, “le popolazioni della Sibaritide e dell’Alto Jonio cosentino sono stanche di assistere inermi alle continue e costanti spoliazioni del territorio. C’è bisogno di una grande battaglia che dia dignità a questo territorio, una battaglia culturale più ampia e complessiva che riguarda questa provincia, la Calabria e che riguarda le regioni del Mezzogiorno. Ritengo che dobbiamo impegnare le popolazioni, i cittadini, le istituzioni, le organizzazioni sindacali, di categorie a una battaglia ferma contro il governo della regione Calabria, un governo regionale – ha concluso Mario Franchino – che non ha nessun ruolo a Roma. Non lo aveva prima con il governo Berlusconi, considerato dal governatore Scopelliti “un governo amico”, e non lo ha adesso con il governo Monti”. Per il presidente dell’associazione “Le ali per Cosenza”, l’imprenditore turistico Luigi Sauve, “la questione è che il governo centrale sta boicottando da molto tempo il meridione e soprattutto la Calabria. Basta pensare alla Sa – Rc e ai suoi infiniti lavori in corso, soprattutto allo svincolo di Sibari interdetto al traffico dal 2008, sebbene le continue sollecitazioni e rimostranze da parte di alcuni sindaci, tra cui quello di Firmo, Antonio Palermo. Ci stanno togliendo la dignità e ci stanno isolando completamente. I governi che si stanno succedendo sanno che queste cose le possono fare in Calabria perché pensano che i calabresi non hanno più dignità. Bisogna, assolutamente, – ha concluso l’imprenditore turistico Sauve – smontare queste convinzioni e invertire questa tendenza, altrimenti ci toglieranno tutto”. Per l’amministrazione comunale cassanese era presente il vice sindaco Mimmo Lione, il quale, nel condividere la protesta, si è detto fiducioso in “un ripensamento di Rfi sulla decisione assunta in modo unilaterale di chiudere dal prossimo mese di luglio la stazione di Sibari, perché Sibari rappresenta un punto fondamentale e deve assolutamente continuare ad avere ciò che la storia gli ha assegnato”.
( Antonio Iannicelli
“C’è stata una grande risposta dalle istituzioni.” Così ha esordito il parlamentare calabrese Francesco Laratta, scendendo la littorina dal binario 2 della stazione di Sibari, dove ad attenderlo v’era già una certa moltitudine di persone. Dal piccolo convoglio proveniente da Rocca Imperiale, per manifestare il proprio disappunto contro la chiusura della locale stazione ferroviaria, snodo storico e cruciale per il traffico di merci e persone, sono scesi anche il consigliere regionale Pd, Mario Franchino, i consiglieri provinciali di Cosenza, Giuseppe Ranù, Franco Mundo e Mario Melfi. C’era il sindaco di Rocca Imperiale, Ferdinando Di Leo, il collega Roberto Rizzuto, prima cittadino di Villapiana, e tanti altri amministratori, espressioni sindacali, operatori economici e gente comune venuta a rappresentare oltre 30 comunità del comprensorio. “Giovedì prossimo, a Roma, parlamentari di centrodestra e centrosinistra, insieme alla Regione Calabria, incontreremo il Ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti, Corrado Passera – ha spiegato ancora l’on. Laratta – proprio per parlare delle infrastrutture in Calabria. Questa linea ferroviaria così com’è, abbandonata a se stessa, ha bisogno di interventi importanti, mentre i cittadini hanno il diritto di avere il servizio ferroviario e la possibilità di collegarsi con il resto d’Italia”. “C’è per la prima volta in tanti anni un’attenzione nuova verso il sud e verso la Calabria da parte del governo nazionale – conclude il parlamentare -. Vedremo se seguiranno i fatti. Segnali ce ne sono, siamo fiduciosi”! Il consigliere Ranù lancia l’appello per l’unità delle forze contro le continue spoliazioni dei servizi nel territorio: “Bisogna stringerci insieme tutti per difendere con determinazione e vedere garantiti quei servizi essenziali per i cittadini. E’ il momento di ammainare le bandiere che dividono per alzare lo stendardo unico dell’Alto Jonio e della Sibaritide”. Dello stesso avviso il consigliere Mundo, che vede la manifestazione di Sibari come “una vertenza complessiva a difesa del nostro territorio, che la vede nel tempo impoverita di molti servizi, dai trasporti alla sanità, alle difficoltà dei comuni, e dove a pagarne sono sempre i cittadini”. “Questa è una giornata propedeutica rispetto a quanto avverrà a giorni – ha dichiarato il consigliere Melfi -. Aspettiamo l’incontro con il ministro Passera, ma poi dobbiamo far sentire la nostra voce con ancor più forza. La ferrovia rappresenta la punta dell’iceberg, ma tanti e più gravi sono i problemi che interessano il territorio: gli ospedali chiusi, i presidi della sicurezza con i Giudice di Pace cancellati, oppure accollati ai comuni. Stessa sorte per le stazioni dei Carabinieri. Siamo davvero giunti alla chiusura dei servizi primari per i cittadini, e questo non fa altro che provocare rabbia e disappunto”. “Chiudere la stazione di Sibari è una decisione sciagurata” ha spiegato il sindaco di Villapiana, Roberto Rizzuto, una scelta che confermerebbe la contrarietà nel voler investire su questa tratta ferroviaria. “Sono fiducioso – conclude Rizzuto – perché quest’oggi, a difendere la stazione di Sibari, vedo la partecipazione di tante espressioni politiche, sia del centrosinistra che del centrodestra”.
( Paride DE PAOLA)