Incompatibilità Gallo, il senatore Vizzini scrive interrogazione

 La questione della mancata rimozione della causa di incompatibilità tra la funzione di sindaco della città di Cassano e di consigliere regionale da parte di Gianluca Gallo approda al Senato della Repubblica. Il senatore del gruppo misto, Carlo Vizzini, nella seduta di mercoledì scorso, ha presentato un’interrogazione, a risposta scritta, al ministro degli Interni, Anna Maria Cancellieri, “per sapere quali iniziative intende intraprendere il ministro per ristabilire la democrazia nel comune di Cassano”. Il senatore Carlo Vizzini, con atto n. 4-06753, nell’interrogare il ministro degli Interni, fa l’intera cronistoria della vicenda che vede protagonista l’attuale primo cittadino cassanese. Inizia dalla rielezione a sindaco della città di Cassano di Gianluca Gallo avvenuta, al primo turno, nelle elezioni amministrative del 7 e 8 giugno del 2009. Prosegue ricordando l’avvenuta elezione dello stesso a consigliere regionale nell’anno 2010 e sottolineando che Gianluca Gallo “dichiarava l’insussistenza di cause d’incompatibilità con la carica di Sindaco, nonostante la previsione inequivocabile prevista dal Tuel ”. Il senatore del gruppo misto rammenta, altresì, che nell’ottobre del 2010, solo grazie all’intervento del Prefetto di Cosenza, “il consiglio comunale avviava la procedura di decadenza che non è stata completata per la sopravvenuta approvazione,  da parte del consiglio regionale, della legge regionale n. 34 del 2010 con la quale, all’articolo 46,  veniva esclusa la causa di incompatibilità di cui trattasi, alla cui approvazione contribuiva fattivamente anche Gianluca Gallo”. La legge regionale n. 34 venne impugnata  dinanzi alla Corte Costituzionale e, con sentenza n. 310 del 2011, ne veniva dichiarata l’incostituzionalità  “per violazione degli articoli 122, primo comma, e 51 della Costituzione, in quanto contraddice, in materia di incompatibilità, un principio generale contenuto nelle norme legislative statali prima citate, e lede, al contempo, il principio di eguaglianza tra i cittadini nell’accesso alle cariche elettive”. Sentenza che il 31 dicembre 2011 è stata pubblicata sul Burc della regione e “il consiglio comunale – fa notare nella sua interrogazione il senatore Carlo Vizzini – è stato convocato solamente il 13 gennaio 2012 per dare seguito alla procedura di decadenza e la  deliberazione con cui si contesta l’incompatibilità è stata notificata al sindaco in data 19 gennaio 2012, dopo sei giorni dalla riunione del consiglio”. Il rappresentante del gruppo Misto rammenta che Gianluca Gallo, in più occasioni pubbliche, ha sempre dichiarato “di voler svolgere il ruolo di consigliere regionale e non quello di sindaco. Perciò, – sostiene Carlo Vizzini – appare di tutta evidenza come sia in atto da parte dell’interessato una pratica dilatoria tesa a evitare la conclusione della procedura che dovrà sancire definitivamente la incompatibilità denunciata e, quindi, superare il termine ultimo utile per lo scioglimento del consiglio comunale e consentire lo svolgimento delle elezioni nella prossima tornata di primavera 2012”. Carlo Vizzini, alla fine, interroga il ministro degli Interni, Anna Maria Cancellieri, per sapere: “Quali iniziative il Ministro, in stretto raccordo con la locale Prefettura, intenda promuovere per assicurare il pieno rispetto della legge e  il ristabilirsi del corretto rapporto democratico nel comune di Cassano”. Intanto, il consiglio comunale della città delle Terme, nella seduta del 31 gennaio scorso, ha deliberato di concedere, cosi come prevede il Tuel, dieci giorni a Gianluca Gallo per optare tra la carica di sindaco  e quella di consigliere regionale.

( Antonio IANNICELLI)

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Il Psi insiste sulla incompatibilità di Gallo

Incompatibilità del sindaco di Cassano All’Ionio: la farsa continua! Restiamo veramente stupiti e senza parole dinanzi alla smisurata farsa, che Gianluca Gallo ha messo in atto a tutto discapito dei cittadini di Cassano, che nei suoi confronti erano stati particolarmente generosi. Ieri sera, come da copione, il consiglio comunale, sulla vicenda dell’incompatibilità, è stato indotto, ancora una volta, a compiere una vera e propria burla. Infatti, nonostante le tante dichiarazioni pubbliche riportate anche da organi di stampa, secondo cui Gallo avrebbe già optato per il seggio in consiglio regionale, invece di farsi confermare direttamente da Gallo, presente all’assise, la decisione e di deliberarne di conseguenza la decadenza, ha obbedito ad un altro sempre più stomachevole atteggiamento di ipocrisia a cui, ormai, da lungo tempo ci abituati Gianluca Gallo. Ieri sera, Gallo avrebbe dovuto avere rispetto dei consiglieri e della città e comunicare la sua decisione, invece continua in un atteggiamento che è fortemente censurabile sia sul piano politico-amministrativo che morale. Se le dichiarazioni che abbiamo letto sono veritiere, perché non le ha rese anche in consiglio, chiedendo che si deliberasse la decadenza? A cosa servono gli ulteriori dieci giorni dopo aver tergiversato per circa due anni? Cosa deve essere e può essere compiuto nei dieci giorni? Sono interrogativi che insieme a noi si pone anche il più umile dei cittadini. La verità è che Gianluca Gallo è assalito da una deriva di onnipotenza che non gli permette più un minimo di ragionevolezza e di obbiettività. Nonostante, le tante nostre prese di posizioni, il disgusto dell’opinione pubblica locale, provinciale e regionale, le iniziative parlamentari, continua su una strada che lo sta conducendo, senza accorgersene, verso un pericoloso depauperamento del consenso elettorale, personale, politico e morale. Noi stessi, che ci riteniamo solamente avversari politici, ne restiamo fortemente meravigliati. Addirittura, Gianluca Gallo in più circostanze è arrivato ad affermare finanche che: “consentirò ai cittadini di recarsi votare”, come se il comune e il consenso fossero proprietà privata e personale. Ci dispiace che chi di competenza ancora non è intervenuto pubblicamente per censurare un atteggiamento che mortifica gli uomini, le leggi ed i regolamenti. Ci dispiace, altresì, che il Presidente del Consiglio Regionale, On. Francesco Talarico, nei cui confronti nutriamo stima e considerazione, non interviene, forse per spirito di partito, per far rientrare una “commedia” che getta ombre opache sull’intero consiglio regionale. Ai cittadini l’ardua sentenza.

( COMUNICATO  STAMPA)

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BUONE NOTIZIE DAL CONSIGLIO COMUNALE

Ieri sera si è tenuto il Consiglio Comunale di Cassano iniziato con molto ritardo, sull’orario previsto, alle ore 20.50. Il punto all’O.d.g. che tutti aspettavano era quello sulla incompatibilità del Sindaco.

Lo stesso Sindaco intervenendo nella discussione a tenuto a tranquillizzare che il Comune di Cassano voterà il 6 e 7 Maggio 2012 regolarmente come era previsto e che l’iter verrà chiuso entro il 24 Febbraio per dare la possibilità ai Cittadini di Cassano di scegliersi il nuovo Sindaco.

Erano le parole che desideravamo sentire dal Sindaco onde rasserenare il clima politico e svolgere cosi nella massima serenità la Campagna Elettorale per le prossime e imminenti Elezioni Comunali.

Ora alle parole aspettiamo i fatti.

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Continua la difesa per la stazione Fs di Sibari

 

“Ci stanno togliendo la dignità. Vogliono isolarci. Prima l’autostrada, poi i treni a lunga percorrenza adesso la stazione. I governi che si stanno succedendo sanno che queste cose le possono fare in Calabria perché pensano che i calabresi non hanno più dignità.  Bisogna, assolutamente smontare queste convinzioni e invertire questa tendenza, altrimenti ci toglieranno tutto”. In questo pensiero, espresso dall’imprenditore turistico Luigi Sauve, presidente dell’associazione “Le ali per Cosenza”, l’associazione di imprenditori turistici e agricoli della provincia di Cosenza che si è detta pronta a investire propri capitali per la realizzazione dell’aeroporto di Sibari, si può racchiudere il senso della mobilitazione pacifica, svoltasi ieri mattina in difesa della stazione di Sibari. Una manifestazione che ha visto la partecipazione di decine di rappresentanti istituzionali, parlamentari, consiglieri regionali e provinciali, di molti sindaci della fascia Jonica cosentina, di alcuni imprenditori turistici e agricoli della Sibaritide, di una nutrita delegazione di consiglieri comunali e di rappresentanti, bipartisan, delle forze politiche cassanesi, insieme a tanti cittadini cassanesi. Presenti anche nutrite delegazioni del circolo di Sel e del Pd di Corigliano. Una manifestazione organizzata per protestare contro “la decisione unilaterale” assunta da Rete Ferroviaria Italia (Rfi), resa pubblica da questa testata, di chiudere definitivamente, dal prossimo mese di luglio, la stazione ferroviaria di Sibari. La civile e democratica protesta è partita da Rocca Imperiale. Infatti, le rappresentanze istituzionali e qualche cittadino, intorno alle 10,50 sono salite, alla stazione di Rocca, sul treno 3727 partito da Metaponto alle 10,20, e sono arrivate, dopo le fermate alle stazioni ferroviarie dell’Alto Jonio, a Sibari alle 11,39, dove ad accoglierli vi erano circa un centinaio di persone. Dopo una breve sosta sui marciapiedi dei binari, i manifestanti si sono spostati nel piazzale antistante la stazione dove si è svolto un sit – in. Alla manifestazione hanno, partecipato tra gli altri, il deputato del Pd Franco Laratta, e il consigliere regionale Mario Franchino. “Siamo qui – ha dichiarato il deputato democrat, Franco laratta – perché vogliamo che la questione delle infrastrutture e dei trasporti in Calabria, tra cui la linea tirrenica e la linea jonica, che sono entrambe destinate a favorire lo sviluppo, ritornino a essere una questione centrale. Il nostro intento – ha concluso – è quello di far cambiare idea a Trenitalia che penalizza il Sud a favore delle Frecce verso il Nord. Noi così non possiamo fare sviluppo”. Per il consigliere regionale del Pd, Mario Franchino, “le popolazioni della Sibaritide e dell’Alto Jonio cosentino sono stanche di assistere inermi alle continue e costanti spoliazioni del territorio. C’è bisogno di una grande battaglia che dia dignità a questo territorio, una battaglia culturale più ampia e complessiva che riguarda questa provincia, la Calabria e che riguarda le regioni del Mezzogiorno. Ritengo che dobbiamo impegnare le popolazioni, i cittadini, le istituzioni, le organizzazioni sindacali, di categorie a una battaglia ferma contro il governo della regione Calabria, un governo regionale – ha concluso Mario Franchino – che non ha nessun ruolo a Roma. Non lo aveva prima con il governo Berlusconi, considerato dal governatore Scopelliti “un governo amico”, e non lo ha adesso con il governo Monti”. Per il presidente dell’associazione “Le ali per Cosenza”, l’imprenditore turistico Luigi Sauve, “la questione è che il governo centrale sta boicottando da molto tempo il meridione e soprattutto la Calabria. Basta pensare alla Sa – Rc e ai suoi infiniti lavori in corso, soprattutto allo svincolo di Sibari interdetto al traffico dal 2008, sebbene le continue sollecitazioni e rimostranze da parte di alcuni sindaci, tra cui quello di Firmo, Antonio Palermo. Ci stanno togliendo la dignità e ci stanno isolando completamente. I governi che si stanno succedendo sanno che queste cose le possono fare in Calabria perché pensano che i calabresi non hanno più dignità. Bisogna, assolutamente, – ha concluso l’imprenditore turistico Sauve – smontare queste convinzioni e invertire questa tendenza, altrimenti ci toglieranno tutto”. Per l’amministrazione comunale cassanese era presente il vice sindaco Mimmo Lione, il quale, nel condividere la protesta, si è detto fiducioso in “un ripensamento di Rfi sulla decisione assunta in modo unilaterale di chiudere dal prossimo mese di luglio la stazione di Sibari, perché Sibari rappresenta un punto fondamentale e deve assolutamente continuare ad avere ciò che la storia gli ha assegnato”.

( Antonio Iannicelli

“C’è stata una grande risposta dalle istituzioni.” Così ha esordito il parlamentare calabrese Francesco Laratta, scendendo la littorina dal binario 2 della stazione di Sibari, dove ad attenderlo v’era già una certa moltitudine di persone. Dal piccolo convoglio proveniente da Rocca Imperiale, per manifestare il proprio disappunto contro la chiusura della locale stazione ferroviaria, snodo storico e cruciale per il traffico di merci e persone, sono scesi anche il consigliere regionale Pd, Mario Franchino,  i consiglieri provinciali di Cosenza, Giuseppe Ranù, Franco Mundo e Mario Melfi. C’era il sindaco di Rocca Imperiale, Ferdinando Di Leo, il collega Roberto Rizzuto, prima cittadino di Villapiana, e tanti altri amministratori, espressioni sindacali, operatori economici e gente comune venuta a rappresentare oltre 30 comunità del comprensorio. “Giovedì prossimo, a Roma, parlamentari di centrodestra e centrosinistra, insieme alla Regione Calabria, incontreremo il Ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti, Corrado Passera – ha spiegato ancora l’on. Laratta – proprio per parlare delle infrastrutture in Calabria. Questa linea ferroviaria così com’è, abbandonata a se stessa, ha bisogno di interventi importanti, mentre i cittadini hanno il diritto di avere il servizio ferroviario e la possibilità di collegarsi con il resto d’Italia”. “C’è per la prima volta in tanti anni un’attenzione nuova verso il sud e verso la Calabria da parte del governo nazionale – conclude il parlamentare -. Vedremo se seguiranno i fatti. Segnali ce ne sono, siamo fiduciosi”! Il consigliere Ranù lancia l’appello per l’unità delle forze contro le continue spoliazioni dei servizi nel territorio: “Bisogna stringerci insieme tutti per difendere con determinazione e vedere garantiti quei servizi essenziali per i cittadini. E’ il momento di ammainare le bandiere che dividono per alzare lo stendardo unico dell’Alto Jonio e della Sibaritide”. Dello stesso avviso il consigliere Mundo, che vede la manifestazione di Sibari come “una vertenza complessiva a difesa del nostro territorio, che la vede nel tempo impoverita di molti servizi, dai trasporti alla sanità, alle difficoltà dei comuni, e dove a pagarne sono sempre i cittadini”. “Questa è una giornata propedeutica rispetto a quanto avverrà a giorni – ha dichiarato il consigliere Melfi -. Aspettiamo l’incontro con il ministro Passera, ma poi dobbiamo far sentire la nostra voce con ancor più forza. La ferrovia rappresenta la punta dell’iceberg, ma tanti e più gravi sono i problemi che interessano il territorio: gli ospedali chiusi, i presidi della sicurezza con i Giudice di Pace cancellati, oppure accollati ai comuni. Stessa sorte per le stazioni dei Carabinieri. Siamo davvero giunti alla chiusura dei servizi primari per i cittadini, e questo non fa altro che provocare rabbia e disappunto”. “Chiudere la stazione di Sibari è una decisione sciagurata” ha spiegato il sindaco di Villapiana, Roberto Rizzuto, una scelta che confermerebbe la contrarietà nel voler investire su questa tratta ferroviaria. “Sono fiducioso – conclude Rizzuto – perché quest’oggi, a difendere la stazione di Sibari, vedo la partecipazione di tante espressioni politiche, sia del centrosinistra che del centrodestra”.

( Paride DE PAOLA)

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MANIFESTAZIONE PER LA STAZIONE DI SIBARI

SABATO 28 GENNAIO,ALLE ORE 10,00,PRESSO LA STAZIONE DI ROCCA IMPERIALE,AVRA’ INIZIO UNA MOBILITAZIONE PROMOSSA DA RAPPRESENTANTI ISTITUZIONALI E DA DIRIGENTI DEL CENTRO-SINISTRA DELLA SIBARITIDE E DELLA PROVINCIA DI COSENZA,PER PROTESTARE CONTRO I TAGLI DEI TRENI A LUNGA PERCORRENZA E LA CHIUSURA DELLA STAZIONE DI SIBARI DECISA DA RFI-TRENITALIA. DOPO UN SIT-IN,QUESTI,INSIEME AI CITTADINI PRESENTI PRENDERANNO IL TRENO E DOPO UNA SOSTA A TREBISACCE, DOVE SALIRANNO ALTRI NOSTRI CONCITTADINI DEL TERRITORIO, VIAGGERANNO FINO ALLA STAZIONE DI SIBARI. INVITO DUNQUE TUTTI VOI A UNA MOBILITAZIONE GENERALE, RECHIAMOCI TUTTI DAVANTI ALLA STAZIONE DI SIBARI,DOVE CI RAGGIUNGERANNO GLI ESPONENTI POLITICI DEL CENTRO SINISTRA DI LOCALE CON ALTRI NOSTRI CONCITTADINI DEL COMUNE DI CASSANO JONIO.

DA STASERA PARTIRA’ LA MACCHINA ORGANIZZATIVA DEL CIRCOLO “GIUSEPPE ROSETI” DI SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA’,SITO IN VIA SPARTA A SIBARI ,NEI PRESSI DELLA DELEGAZIONE COMUNALE. E’ UNA PRIMA MOBILITAZIONE PER LEVARE FORTE LA NOSTRA VOCE CONTRO LA SCELLERATA DECISIONE DI CHIUDERE LA STAZIONE FERROVIARIA DI SIBARI,NATA NEL LONTANO 1864. RACCOMANDO A TUTTI DI PARTECIPARE ASSUMENDO UN COMPORTAMENTO CORRETTO,PACIFICO E DEMOCRATICO,RISPETTOSO DELLE PERSONE E DELLE COSE,POICHE’ L’URLO D’INDIGNAZIONE SARA’ BEN RAPPRESENTATO DALLA NOSTRA PRESENZA E DALLA NOSTRA CIVILTA’. FATE GIRARE E COINVOLGETE AMICI E PARENTI.

PEPPE CARROZZA

(Coordinatore del SEL locale)

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LETTERA AL PREFETTO

In data odierna abbiamo inoltrato all’Illmo Sign. Prefetto di Cosenza Dott. Raffaele Cannizzaro una lettera di denuncia sulla situazione di incompatibilità del Sindaco Gallo visto che nessuna risposta arriva dal Sindacco e dalla sua maggioranza consiliare, dagli appelli fatti, con la nostra lettera aperta, appelli fatti anche dai partiti del Centro Sinistra. Con questo ostruzionismo si rischia di non votare per l’elezione del nuovo Sindaco e del nuovo Consiglio Comunale il 6 e 7 di Maggio 2012. Una condotta antidemocratica e palesemente illegale da parte del Sindaco e della sua Maggioranza. Speriamo a questo punto che il Sign. Prefetto intervenga a sanare questa situazione.

 

ASSOCIAZIONE RINASCITA PER SIBARI COMUNE

                       87011 SIBARI

 

 

                                                                                                                                                                 ILL.MO SIGNOR PREFETTO

DOTT. RAFFAELE CANNIZZARO

                                                                                                                                          COSENZA

 

Ill.mo Signor Prefetto,

Rivolgiamo a LEI la nostra denuncia sperando che intervenga  a rimuovere una illegalità che ormai dura da tempo nel nostro Comune di Cassano Allo Ionio . Il nostro Sindaco eletto dal marzo 2010 anche come Consigliere Regionale mantiene il doppio incarico, di consigliere regionale e sindaco, in barba alla legalità che dovrebbe contradistinguere le Istituzioni e chi le rappresenta. Ormai da quasi un mese dalla pubblicazione sul BURC della sentenza della Corte Costituzionale il Consiglio Comunale di Cassano All’Ionio non procede con  l’iter di decadenza dilatando all’inverosimile i tempi col rischio di non portare i cittadini di Cassano alla scelta del nuovo Sindaco nelle elezioni amministrative del 6/7 Maggio 2012. Tutto ciò rappresenterebbe uno scippo a tutta la comunità cassanese ed una lampante illegalità che dura già da quasi due anni. Al danno si aggiungerebbe adesso anche la beffa.

Ora ci rivolgiamo a LEI  Ill.mo Signor Prefetto affinchè ponga fine a questa incresciosa situazione e intervenga a far si che vengano ristabilite le regole di democrazia e legalità che portino il nostro Comune a sceglere il Nuovo Sindaco nella tornata elettorale del 6 e 7 di Maggio prossimi.                                                                                    

Sibari, 27/01/12                                                                                         

IL PRESIDENTE

                                                                                                                                                      Vincenzo ANTOLINO

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Stazione di Sibari, Oliverio e Laratta contro la chiusura dell’ufficio movimento

“Garantire piena operatività ed efficienza alla stazione ferroviaria di Sibari come snodo fondamentale dell’asse ferroviario ionico”. E’ quanto chiedono, con un’interrogazione a risposta scritta al Ministro dei Trasporti, i parlamentari del Partito Democratico Nicodemo Oliverio e Franco Laratta. “A seguito delle allarmate segnalazioni di diversi cittadini e di alcune associazioni sembrerebbe che Rfi controllata dalla Fs S.p.A – affermano i due deputati – sarebbe seriamente intenzionata, per effetto di una decisione assunta in via unilaterale e fin qui tenuta riservata, a chiudere entro luglio di questo anno l’ufficio movimento della stazione di Sibari,

il che significherebbe privare la locale stazione ferroviaria dell’ultimo brandello di operatività, anche se il servizio continuerebbe a essere assicurato con sistemi automatizzati. Tale chiusura provocherebbe enormi difficoltà per i cittadini e per alcune famiglie che ricavano il loro reddito proprio dall’occupazione all’interno della struttura, quindi ulteriore perdita economica anche per il commercio locale, già colpito gravemente dalla crisi che attanaglia in particolare l’intero mezzogiorno. La decisione costituirebbe anche un aspetto grottesco se si considera che le Ferrovie hanno speso, negli ultimi anni, molte risorse per la realizzazione di sottopassi, parcheggi (ancora in via di ultimazione) e altre infrastrutture che avrebbero avuto un senso solo con una stazione funzionante e operativa. La decisione, qualora non venisse rivista – aggiungono gli esponenti del Pd – determinerebbe la fine di un servizio che ininterrottamente è stato a disposizione dei cittadini fin dal 1864. Il 18 agosto 1869 in un manifesto pubblico le Ferrovie Calabro-Sicule danno notizia che in tale data sarebbe avvenuta l’apertura del tronco ferroviario da S. Basilio di Pisticci, Basilicata, a Trebisacce, Calabria, prima parte della linea ferroviaria Taranto-Cariati, anno in cui aprì i propri battenti proprio la stazione di Sibari che prese il nome di “Buffaloria”, perché così all’epoca si chiamava la zona dove era ubicata la stessa. In seguito, le allora Ferrovie Calabro-Sicule, nell’intento di costituire una tratta ferroviaria storica della “Magna Grecia” decisero di affiancare alle già esistenti Taranto, Nova Siri e Crotone, anche Metaponto e Sibari ricostituendo così le ubicazioni dove sorgevano queste grandi colonie della “Magna Grecia”. Per queste ragioni nel 1874 la stazione cambiò il nome da Buffaloria a Sibari”. Oliverio e Laratta affermano ancora che “attualmente la stazione ferroviaria di Sibari ricopre il ruolo di snodo fondamentale per la provincia di Cosenza nell’Asse ferroviario ionico ricompreso tra Reggio Calabria e Taranto (attraversando Roccella, Catanzaro, Crotone e Sibari). A servirsi di essa numerosi pendolari ed in particolare moltissimi insegnanti che popolano i treni regionali da settembre a giugno per recarsi nei posti di lavoro spesso fuori provincia e in diversi casi anche fuori regione. Tutto questo va a sommarsi ad altre soppressioni di treni già decisi dal gruppo FS lo scorso dicembre. Le decisioni di Trenitalia – concludono i due parlamentari democratici – rischiano di creare un vero e proprio isolamento per l’intera regione con ricadute economiche e sociali negative su tutte le realtà imprenditoriali e territoriali interessate da uno scenario sempre più desolante, cui si aggiungerà il disagio per i pendolari visto l’importanza che tali arterie ferroviarie rivestono per l’intero territorio regionale, in virtù soprattutto della scarsa efficienza delle altre infrastrutture”.

( crotone24news.it)


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COMUNICATO STAMPA PD CASSANO

Se nelle prossime ore venisse confermata la paventata notizia della soppressione della stazione ferroviaria di Sibari, questo sarebbe un provvedimento inaccettabile, incomprensibile ed oltraggioso che andrebbe a penalizzare un territorio già fortemente provato sul piano della mobilità e delle infrastrutture.
Dopo i tagli e la soppressione di treni nazionali e regionali del dicembre scorso, si andrebbe ad assistere ora  alla scomparsa quasi assoluta del trasporto ferroviario locale.
Una smobilitazione di Trenitalia che ha ormai assunto dimensioni inammissibili e che impongono quindi una forte e unitaria presa di posizione istituzionale.
Il trasporto ferroviario è un servizio sociale fondamentale.
La Calabria, la Sibaritide tutta e soprattutto Cassano diventano via via sempre più lontane dal resto del Paese; in queste condizioni  non si creeranno mai i margini per uno sviluppo concreto.
Del resto, il comune di Cassano non trova più pace, da quando al governo della Regione c’è questa giunta di centrodestra, che lo vuole ridurre praticamente ad un contenitore vuoto, relegandolo ad occupare una posizione marginale.
Proprio ora infatti, che sembrava si stesse facendo un passo avanti nella battaglia per la costruzione dell’Aeroporto della Sibarite, con lo “smantellamento” della storica stazione di Sibari, se ne faranno due indietro.
Oltretutto sarebbe una scelta del tutto insensata, se si considera che la stessa struttura ferroviaria, proprio negli ultimi tempi è stata oggetto di ingenti investimenti in interventi di ammodernamento.
Tutto questo avviene naturalmente, senza che si registri un sussulto o un moto di orgoglio da parte delle Istituzioni competenti. In tal senso, esortiamo l’On. le Gallo, consigliere regionale e sindaco della città, a rompere il muro di assordante silenzio di cui si sta facendo scudo, e il Governo regionale, nonché tutte le Istituzioni competenti, a interrompere il letargo e ad assumere, rispettivamente per le proprie competenze, una posizione chiara, netta e inequivocabile che, senza chiacchiere o sofismi, punti a difendere con ogni mezzo, l’indispensabile presenza della stazione ferroviaria di Sibari, sul nostro territorio comunale.
Chiediamo a loro dunque, di dare risposte concrete e tempestive in merito per chiarire come stanno davvero le cose, perché è giusto che la comunità venga informata su cosa sta accadendo.
E’ questo il momento per assumere precise posizioni e per dire finalmente alla città se è questo il ruolo periferico a cui si intende confinarla.
Se Cassano vuole ritornare protagonista del territorio deve riacquisire quella valenza identitaria che ne ha fatto la sua forza in passato.
Se, vogliamo veramente recuperare l’arretratezza in cui ci hanno costretto, dobbiamo pretendere strade, collegamenti aeroportuali, ferrovie efficienti e moderne, in reciproca integrazione e intermodalità, e per fare ciò dobbiamo impegnarci con tutte le nostre forze per sopperire a queste carenze che, puntualmente, ci portano indietro di decine di anni.    
Si deve lavorare all’unisono, aldilà dell’appartenenza politica, affinché il nostro Comune non subisca l’ennesimo scippo, ed affinché termini  l’irrispettoso depauperamento a cui lo si è costantemente esposto negli ultimi anni.
Noi siamo pronti!
 PARTITO DEMOCRATICO di Cassano

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Comunicato Stampa SEL – Sibari

Le scelte dissennate dei dirigenti delle Ferrovie dello Stato continuano a colpire il territorio regionale calabrese e il Sud del Paese,continuando a imporre una strategia di scelte economiche ed aziendali che rispondono soltanto alla dottrina liberista del “DIO MERCATO”e del profitto che arricchisce i pochi a discapito della collettività.
Avviene così che mentre le reti ferrate per consentire la percorrenza dei treni ad alta velocità si fermeranno a Salerno,nel resto del Mezzogiorno, ed in Calabria in maniera particolare,si tagliano treni a piccola-media-lunga percorrenza e quelli notturni,abbandonando all’estremo isolamento milioni di italiani .
Verso la rete ferroviaria calabrese, in maniera particolare,si è concentrato un assurdo accanimento e avviene così,nel corso degli ultimi 30’anni, un progressivo ed inesorabile smantellamento della linea ionica con la chiusura di innumerevoli stazioni, con il taglio netto di investimenti tesi  a consentire l’ammodernamento tecnologico di una linea a binario unico e priva di elettrificazione, fino a considerarla un ramo secco, con l’utilizzo di vetture dismesse da altre linee,obsolete e luridamente sporche,isolando 400 Km circa di territorio calabrese e concentrando la mobilità dei cittadini e delle merci su gomma su un nastro d’asfalto ,la S.S.106,vergognoso,lento e pericoloso,tanto da meritarsi l’appellativo funesto di “STRADA DELLA MORTE”.
Tutto ciò ha causato la perdita di migliaia di posti di lavoro,l’arretramento economico di una regione,il suo degrado sociale e la perdita di ogni pur minima prospettiva di progresso.
Ora ci giunge la notizia che a luglio il management delle FS,TRENITALIA o come diavolo si chiamano adesso,abbia deciso di chiudere la Stazione di Sibari,mettendo la parola fine alla  storia secolare di uno degli snodi più importanti DELLA NOSTRA NAZIONE,che ha collegato la direttrice adriatica con il sud della Calabria e attraverso l’asse SIBARI,COSENZA,PAOLA,questa con la direttice tirrenica e il nord d’Italia e,attraverso Reggio Calabria e Villa San Giovanni con la Sicilia.
Con queste scelte prive di logica hanno letteralmente massacrato il nostro sacrosanto “DIRITTO DI CITTADINANZA”,umiliato la nostra dignità,annullato ogni nostra residua aspettativa di rilancio morale,economico e sociale.
Il circolo di SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA’ “GIUSEPPE ROSETI” di SIBARI-CASSANO si oppone con tutte le sue forze a questa sciagurata ipotesi,invitando innanzitutto la propria dirigenza  e i propri rappresentanti istituzionali provinciali e regionali a prendere in mano la situazione.
Invitiamo inoltre il centro-sinistra di Cassano ionio e dell’intera sibaritide a mobilitare i propri rappresentanti e a preparare insieme alla CGIL e alle altre forze sindacali e quelle imprenditoriali una piattaforma comune per il rilancio intermodale dei trasporti e della mobilita’ della Calabria Citeriore e della provincia di Cosenza il cui Presidente,on. Mario Oliverio,siamo sicuri non farà mancare il proprio autorevole contributo.
Ci domandiamo cosa stia facendo il sindaco di Cassano ,l’avv. Gianluca Gallo ,nonché consigliere regionale della maggioranza di centro-destra guidata dal Presidente Giuseppe Scopelliti,giacchè riteniamo assai improbabile che loro non fossero a conoscenza di tutto questo,e comunque,siccome il sindaco Gallo è anche il presidente della Conferenza dei Sindaci della Sibaritide, deve assolutamente convocarli perché è assai importante che tutti i comuni del territorio siano coinvolti e mobilitati.
Desidereremmo inoltre sapere quale politica dei trasporti  e della mobilità stia attuando il suddetto governo regionale,al quale vogliamo ricordare,vista la sua azione politico-amministrativa discriminatoria nei confronti della nostra provincia,che noi non siamo e non vogliamo essere “FIGLI DI UN DIO MINORE”.
Infine chiediamo alla popolazione di SIBARI, di CASSANO e dei comuni sopra menzionati di prepararsi a una mobilitazione civile e democratica senza precedenti,poiché solo attraverso il protagonismo di noi tutti,con la forza della nostra indignazione e della nostra necessità di prendere in pugno le nostre vite,possiamo mettere fine alla spoliazione del nostro territorio e del nostro destino che altrimenti proseguirà  fino allo sfinimento se continuerà ad emergere la nostra “FATALISTA,ABULICA, RASSEGNAZIONE”.
GIUSEPPE CARROZZA
DIRIGENTE REGIONALE E DEL CIRCOLO “GIUSEPPE ROSETI”
DI
SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA’

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Comunicato Stampa del PSI sulla chiusura della Stazione di Sibari

Apprendiamo con vivo stupore, con profonda amarezza e con grande delusione la notizia secondo la quale entro brevissimo tempo sarà chiusa la stazione di Sibari.
Si tratta di un altro gravissimo scippo che viene perpetrato ai danni dei cittadini di Cassano All’Ionio e dell’intera Sibaritide.
Sono stati soppressi diversi treni che consentivano di raggiungere le regioni del nord Italia, che erano utilizzati da studenti e da cittadini meno abbienti.
Ora, addirittura, sarà chiusa l’intera stazione che comporterà gravissimi disagi e situazioni di difficoltà facilmente immaginabili.
La notizia odierna fa il paio con l’altra, anche grave , riguardante la chiusura dell’Ufficio del Giudice di Pace di Cassano All’Ionio e di tanti altri sparsi nella Sibaritide.
E’ chiaro ed evidente che anche questa novità è tutto a discapito dei cittadini della Sibaritide, che sono allontanati sempre di più dal resto del Paese.
Le strade di comunicazione sia per il nord che per il sud sono sempre in condizioni di precaria sicurezza.
Non è stata realizzata la programmata autostrada Sibari – Taranto, non è stata ammodernata e messa in sicurezza la statale 106.
La richiesta della realizzazione dell’aeroporto della Sibaritide ancora è rimasta senza una chiara e definitiva risposta.
Auspicavamo l’ammodernamento della linea ferrata fino a Taranto e fino a Reggio, invece ci tagliano treni e ci sopprimono anche le stazioni.
Speravamo in treni più moderni e più veloci, viceversa ci lasciano a piedi.
Tutto avviene nel più assoluto disinteresse di quanti dovrebbero vigilare, prevenire, protestare e tutelare territori e collettività.
Tutto succede con il disinteresse degli amministratori del comune di Cassano All’ionio, del sindaco e del vicesindaco in particolare.
Il primo impegnato a soddisfare la sua carriera personale ed occupare con il sedere due poltrone, il secondo a macinare clienti e supporter per la prossima competizione elettorale.
Avremmo preferito attivismo, impegno e mobilitazione del nostro consigliere regionale, invece niente, silenzio assoluto, solamente la ricerca di visibilità mediante l’accaparramento di realizzazioni a cui non ha partecipato per niente (gallerie di Montegiordano).
Avremmo voluto un comune attivo, fattivo in difesa del territorio e dei presidi di civiltà e di sviluppo, invece clientele, violazioni di norme e di leggi per consentire doppi incarichi e soddisfacimento di interessi dei singoli a discapito della collettività.
Per la parte che ci riguarda e nell’ambito delle nostre possibilità la protesta più assoluta e la censura più dura nei confronti di quanti stanno azionando meccanismi contro Cassano e la Sibaritide.
La solidarietà più convinta alle popolazioni ai danni della quali verrà perpetrato questo ulteriore scippo.
La censura più dura, senza se e senza ma , nei confronti degli amministratori comunali per la loro grande insipienza e per la loro grave incapacità.
                
Gianni Papasso

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